Itinerari in barca

Dove andare in vacanza in barca a vela in Italia

Quali sono le mete più adatte per una vacanza a vela in Italia? Il ventaglio di possibilità è davvero ampio.

In genere le zone ideali per la navigazione a vela sono quelle ricche di approdi, ormeggi e punti di ancoraggio sicuri. Aree che offrono anche paesaggi naturali spettacolari e insediamenti umani pittoreschi, come borghi marinari e porticcioli di pescatori.

Il nostro paese, grazie alla conformazione frastagliata di buona parte del litorale e alla sua ricchissima tradizione storica, architettonica e gastronomica è un vero paradiso per il turismo nautico. Inoltre offre un’alta concentrazione di località dichiarate patrimonio mondiale dall’UNESCO, più di qualsiasi altra nazione.

Le isole maggiori, gli arcipelaghi e le aree costiere dello “stivale” regalano baie e rade naturali, riparate dal vento, oltre a porti e marina attrezzati dove ormeggiare se il tempo non consente la navigazione. Luoghi ideali per rilassarsi, scendere a terra, godersi un’escursione nella natura, una visita a musei e siti archeologici, o una passeggiata fra boutique, ristoranti tipici e localini per l’aperitivo.

E poi non ci sono mai troppe miglia di mare tra una splendida location e l’altra! La vacanza diventa così un concentrato di emozioni e scoperte giornaliere. Un bagaglio di esperienze indimenticabili.

Il Belpaese, insomma, possiede tutti gli ingredienti essenziali per essere un perfetto cruise ground. In questo articolo vogliamo darti alcuni suggerimenti sulle coste e sulle isole più belle da esplorare durante una crociera. Scegliete con cura, e buon viaggio!

Liguria: la poesia del mare, lo charme dei borghi variopinti

La Riviera di Levante offre un patrimonio paesaggistico e marino invidiato in tutto il mondo.

Portofino, Liguria

Partendo dal Golfo dei Poeti, la profonda insenatura di La Spezia, incorniciata dai due promontori, si scoprono la romantica Portovenere e, sotto il castello, la grotta di Byron, con la sua bianca scogliera verticale. Si raggiungono poi le fiabesche Cinque Terre (“patrimonio culturale” dell’UNESCO dal 1997), una collana di villaggi di pescatori dai colori accesi (rosso, giallo, rosa, verde, azzurro) arroccati sulla costa smerlata ed aspra. Nei secoli, gli abitanti hanno creato vigneti terrazzati e uliveti, scavando sentieri a picco sul mare, che oggi fanno la felicità dei patiti di trekking.

Man mano che si veleggia verso ovest, sotto gli occhi si dipana un “film” che parla di antica civiltà marinara e moderne abitudini vacanziere, e soprattutto di luoghi amati dal jet-set. È il caso di Portofino, cara a Guy de Maupassant, Guglielmo Marconi, Arnoldo Mondadori e Walt Disney, ma anche a tanti divi del cinema, pop star, atleti e politici del passato e del presente. L’elegante cittadina, orgogliosa della sua solida tradizione di naviganti, si trova in una scenografica baia a mezzaluna, all’interno del Parco Naturale Regionale e Riserva Marina di Portofino.

Camogli annuncia infine il Golfo Paradiso, un toponimo davvero autoesplicativo. Ammirare da vicino i suoi alti palazzi in tinte solari (decorati a trompe l’oeil raffiguranti piedistalli, cornici e persiane chiuse) è solo una delle ragioni per fare un salto a terra col tender. L’altra (ottima) ragione è la famosa focaccia camoglina, con tutte le sue varianti: al formaggio, con olive e origano, con cipolla. Una delizia per chiudere in bellezza la crociera.

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Arcipelago Toscano: ambiente, storia e cultura nell’Eden della vela

Emergendo dalle acque del Tirreno per raggiungere l’amato Eros, Afrodite smarrì la collana di perle che le aveva donato Paride. Secondo il mito, le perle della dea restarono a galla, dando vita alle isole dell’Arcipelago Toscano.

L’Elba, il Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona (protette all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano) hanno come “satelliti” una manciata di faraglioni e isolotti.

Itinerari in Barca Toscana
Isola d’Elba, Toscana

L’Elba, la più grande, è una terra rigogliosa dalla silhouette di pesce che sembra nuotare verso la Corsica. La crociera a vela è l’ideale per scoprire questa gemma che, coi suoi suoi 150 km di coste frastagliate, regala un cruise ground perfetto per sorprendervi continuamente, anche se decidete di trascorrere una o due settimane girovagando nelle sue acque cristalline.

È abbastanza grande per essere molto varia e offrire un ampio ventaglio di bellezze naturali, storiche e architettoniche, ma allo stesso tempo ha la dimensione giusta per essere girata in pochi giorni e per offrire riparo in caso di venti provenienti da ciascun quadrante.

In Toscana potrete godervi spiagge di ogni tipo e colore (ciottoli candidi, sabbia bianca, dorata, grigia, nera o rossa), come Sansone, Procchio, Fetovaia, Marina di Campo, Sant’Andrea. Ma anche fiordi, rade e porticcioli sicuri per l’ormeggio notturno, oppure piscine naturali dove bagnarvi lontano dalla folla. E poi, una volta arrivati sulla terraferma, potrete scegliere fra una ventina di città e borghi di charme (marini e collinari) da visitare, come Portoferraio, Marciana Marina, Marina di Campo, Porto Azzurro, Capoliveri, Rio nell’Elba.

Un’isola poliedrica, benedetta dalla natura e posta sotto i riflettori dai protagonisti della Storia: gli Etruschi, i Medici e Napoleone, solo per fare alcuni esempi.

Dall’Elba si possono visitare altre tre perle dell’arcipelago.

Facendo rotta a nord, si raggiunge la vulcanica Capraia, terra di erica e mirto, piccola ma affascinante. Da Cala Mortola, a nord-est, a Cala Rossa, a sud, il litorale snocciola una serie di insenature ideali per lo snorkeling e le immersioni.

Nel quadrante meridionale dell’arcipelago, il Giglio accoglie i naviganti con le case variopinte abbracciate al porticciolo, i ristorantini di pesce, i locali per l’aperitivo e le sue baie più scenografiche: Cala Cannelle e Cala Caldane.

Giannutri è invece un’isoletta dalle alte coste rocciose, incise da grotte, che non offre tanti ancoraggi, perciò si consiglia di visitarla solo con meteo favorevole. Però, quando Eolo permette di gettare l’ancora a Cala Spalmatoio, ampia baia a mezzaluna a sud-est, arriva il momento di infilare gli scarponcini da trekking e partire per un’interessante escursione guidata alla villa romana del II secolo d.C.. Un’esperienza da non perdere.

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Sardegna del Nord: glamour e spiagge “caraibiche”

Meravigliosi gli effetti speciali che la Natura e l’uomo hanno messo a punto per noi, qui in Sardegna.

Granito rosa o perlaceo, scolpito dal vento in infinite forme, acque vitree dove gli yacht sembrano galleggiare su un cielo liquido, spiagge di zucchero al velo, la mondanità di Porto Cervo e Porto Rotondo, le ville da sogno, la profumata macchia mediterranea, la galassia di isolette dell’Arcipelago della Maddalena e le Bocche di Bonifacio, regno di Eolo.

L’onnipresente Maestrale, che in estate mitiga la calura e rende l’aria più asciutta, sarà il vostro compagno di giochi: gonfierà le vele e vi permetterà di filare veloci sui flutti. Per prendersi una pausa dal vento ci sono le tante cale protette da barriere naturali (dune, monti e pinete) e i fiordi.

Cala Granara, Sardegna

Mollando gli ormeggi dalle principali basi sulla costa, Olbia, Portisco, per la Costa Smeralda, si naviga verso nord passando promontori rocciosi, insenature profonde e spiagge degne dei Caraibi. Dopo Porto Rotondo, il secondo “polo vip” della Sardegna, si incontrano le celebri baie di Cala di Volpe, Capriccioli, Romazzino, Pevero.

Sbarcando a Porto Cervo, si viene subito – e piacevolmente risucchiati – nel regno estivo del jet-set internazionale, come testimoniano i panfili extralusso alla fonda nelle sue acque.

Tra le innumerevoli bellezze costiere della zona spiccano pure il fiordo di Poltu Quatu e il borgo gioiello di Liscia di Vacca, Porto Pollo e gli arenili di Liscia Ruia, Razza di Giunco e quella alla foce del fiume Liscia, dove in primavera le dune di sabbia si vestono di nuvole rosa per la fioritura dell’armeria marittima.

A Palau si possono ammirare il sito archeologico delle Tombe dei Giganti e la roccia dell’Orso, una collina granitica modellata dagli agenti atmosferici, utilizzata dagli antichi navigatori come punto di riferimento naturale.

L’Arcipelago della Maddalena, con le sue sessantadue isole e isolotti (tra cui: La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Budelli, Spargi) è un must per i velisti, che possono divertirsi lungo i centottanta chilometri di coste e scegliere fra trecento spiagge massaggiate da acque smeraldine.

Da qui si può puntare la prua verso nord-ovest e sfidare le Bocche di Bonifacio, lo stretto che separa la Sardegna dalla Corsica e che va sempre affrontato con rispetto, perché disseminato di scogli e attraversato da forti correnti. Il “premio” sono le splendide isole di Lavezzi, un paesaggio di rocce forgiate dal vento che emergono da un’acqua turchese ricca di pesci, stelle marine e ricci: un paradiso per lo snorkeling.

Incomparabile, inoltre, l’emozione di avvistare le immacolate falesie del fiordo di Bonifacio, col presepe di case pastello appollaiate sul precipizio.

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Sardegna del Sud: baie solitarie, torri d’avvistamento e acque turchesi

La Sardegna meridionale incanta il velista con le sue coste tranquille e selvagge, che profumano di ginepro, lentisco, mirto, ginestre e olivastro. Alle tormentate rocce granitiche del nord si sostituisce un litorale più dolce e verdeggiante, costellato di torri d’avvistamento.

Se l’atmosfera glamour del jet-set caratterizza l’atmosfera la Costa Smeralda, qui al sud il vero lusso è il silenzio, anche in piena stagione turistica. Le sabbie dorate sono accarezzate da acque che propongono tutta la palette di azzurri e turchesi e non è raro trovare placide mucche che si spingono a brucare l’erba fin sulle spiagge deserte.

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Chia, Sardegna

Per una vacanza in barca, il tragitto ideale copre il tratto di costa fra Carloforte e Cagliari, facilmente percorribile in una settimana di charter. Il Maestrale soffia spesso, levigando la costa e accompagnando le onde, ma questa zona è esposta anche al Libeccio e allo Scirocco.

Si può suddividere il litorale in due tranche. La prima comprende le Isole del Sulcis: San Pietro e Sant’ Antioco (a sud-ovest della Sardegna), poi Porto Scudo fino a Porto Teulada. La seconda tranche si trova all’estremo sud e include la costa, per lo più sabbiosa, da Capo Malfatano a Cagliari.

San Pietro ha vertiginose scogliere frastagliate (rifugio di falchi pellegrini, gabbiani corsi e del raro falco della regina) che digradano ruvide verso il mare cristallino, regno di immersioni, snorkeling, pesca sportiva. Un merletto di baie incantevoli circonda l’isola, tra aromi di rosmarino, corbezzolo, palme nane e pini d’Aleppo.

Di bellezze da vedere (e da vivere) l’isola ne offre tante: dalla romantica Cala Vinagra (coi ciottoli che affondano in acque smeraldine) ai faraglioni Le Colonne, dalla variopinta Carloforte, col suo retaggio culturale ligure, alla seicentesca tonnara che sorge a L​a Punta.

Anche Sant’Antioco, collegata alla Sardegna da un sottile istmo di terra e da un ponte, è un paradiso dello snorkeling, grazie alle sue acque trasparenti. Navigando verso sud, ecco Porto Pino, con la sua sabbia rosa e le dune plasmate dal vento, e Cala Zafferano, una mezzaluna di granelli bianchissimi e frammenti di conchiglie, che si tuffa in acque basse che sprigionano tutte le sfumature del cielo. Porto Scudo e Porto Teulada si caratterizzano invece per gli imponenti scogli.

Proseguendo verso la parte più meridionale dell’itinerario, ecco il grande promontorio roccioso di Capo Malfatano, sovrastato da una torre spagnola, che fu scelto come approdo sicuro già dai fenici a partire dal VI secolo a.C.. Subito dopo si avvista la spiaggia “caraibica” di Tuerredda con la sua scenografica insenatura.

Emozionante gettare l’ancora nella baia di Chia, famosa anche per lo stagno dei fenicotteri rosa. Battuta spesso dal Maestrale, è anche la mecca dei surfisti che si esibiscono in spettacolari acrobazie. A Chia sorgeva un villaggio fenicio e poi romano, denominato Bithia. Dalla torre seicentesca, eretta dagli spagnoli per sorvegliare l’area dalle incursioni dei corsari, si accede ad una lingua di sabbia candida, intervallata da piccole rade incorniciate da una fitta macchia e lambite da un mare di giada.

Lì si scende a terra anche per visitare l’area archeologica di Nora, la prima città fenicia della Sardegna (VIII secolo a.C.), snodo del commercio e porto dall’invidiabile posizione nell’istmo di capo Pula, da cui si poteva salpare con qualsiasi vento. Si attracca poi infine a Cagliari, capoluogo della Sardegna e importante hub crocieristico del Mediterraneo.

Questa colorata città multietnica dalla frizzante vibe mediterranea è affacciata sul Golfo degli Angeli e sorge su sette colli, proprio come Roma o Lisbona. Fu fondata anch’essa su un antico insediamento fenicio e i suoi quattro quartieri storici sono stati testimoni di movimentate vicende dalla preistoria al governo sabaudo.

Tra le possenti mura si possono ammirare torri medievali, chiese barocche, dimore nobiliari (come Palazzo Regio e Palazzo di Città), l’anfiteatro romano, l’orto botanico. E la sera, sulle terrazze del quartiere Castello, vi potrete finalmente immergere nella movida, avvolti dalla tiepida brezza marina.

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Pontine: l’arcipelago dai colori magici

All’origine dell’Arcipelago Pontino, che conta sei isole (Ponza, Palmarola, Zannone, Gavi, Ventotene, Santo Stefano), vi sono state colossali eruzioni sottomarine che hanno creato i basamenti rocciosi su cui poi si sarebbero depositati i detriti scagliati in aria dalle eruzioni. Cessata l’attività vulcanica, l’acqua e il vento si sono trasformati in scultori, cesellando baie e fiordi, scavando grotte, limando scogli, arrotondando montagne.

Chiaia di Luna, Ponza

Ponza, l’isola maggiore, è bianca e lussureggiante di alloro, euforbia, ginestre. Sulla costa sud-est, ben riparata dal maestrale, si apre il pittoresco porto, un anfiteatro naturale creato dalle colline della Madonna e di Punta Bianca. Fu disegnato dai Borbone su due livelli: uno per la banchina d’ormeggio e uno superiore per le abitazioni color pastello. Piacevolissimo curiosare fra le tante boutique, prima di sedersi ad assaggiare le fritture di pesce nei ristorantini vista mare.

Sul promontorio meridionale della baia scoprirete le splendide Grotte di Pilato, un complesso di caverne di epoca romana, affacciate su un mare dagli incredibili riflessi turchesi. Navigando lungo il versante nord-est di Ponza, ecco Cala Frontone, poi il monumentale Arco Naturale che emerge dall’acqua turchina.

Raggiunta Punta dell’Incenso, sorvegliata dall’isolotto di Gavi, si può veleggiare verso la vicina Zannone, inserita nel Parco del Circeo. Secoli fa fu sede di un monastero cistercense, ma oggi è disabitata e immersa nel silenzio.

Oppure si resta a Ponza, scendendo lungo il suo versante occidentale, molto emozionante sotto il profilo nautico e paesaggistico, perché inanella calette, falesie e scogli intorno ai quali si può fare snorkeling. Anche se il Levante è teso, qui troverete sempre ancoraggi protetti, come Cala dell’Acqua, che in maggio diventa un trionfo di profumate ginestre.

A Cala Feola ci si può invece tuffare nelle piscine naturali scavate nella roccia. Per godere di un tramonto indimenticabile, si getta l’ancora nella baia di Lucia Rosa e poi subito a fare una pagaiata in kayak attorno ai faraglioni.

Più a sud si fa schiude il celebre approdo di Chiaia di Luna. Pareti di candido tufo, tormentate da scanalature e forme bizzarre scavate dal grecale, svettano sopra l’insenatura che accoglie una stretta falce di sabbia, massaggiata da acque chiarissime.

Sei miglia ad ovest di Ponza si può scoprire Palmarola, isoletta semi-disabitata, che mutua il suo nome dalla palma nana. I suoi paesaggi “esotici”, punteggiati da scogli zoomorfi, grotte e insenature, ricordano le isole thailandesi. Davvero unica Cala del Porto, formata da due baie gemelle, divise da un faraglione. Nella spettacolare Cala Brigantina, protetta da un’alta scogliera a nord e a est, si nascondevano i pirati.

Un bel vento di poppa renderà gradevole fare rotta a sud-est per raggiungere Ventotene, scura e selvatica, una “balena” di tufo giallo e bruno che spunta dalle onde, ricoperta da mirto, lentisco, agave e fichi d’India.

Sembra avere la “testa” sollevata a destra (dove c’è Punta Eolo), e la “coda” che si tuffa a sinistra verso Punta dell’Arco. La solletica un mare dai riflessi di zaffiro, ricco di testimonianze archeologiche e paradiso di sub e velisti. Due millenni di storia movimentata l’hanno vista trasformarsi da scalo per Fenici e Greci a residenza di villeggiatura dell’imperatore Augusto.

Sperimentò pure il dominio dei Farnese e dei Borbone, che nel Settecento la disboscarono, dandole l’odierno assetto urbanistico. Dagli antichi Romani ai tempi moderni, Ventotene e Santo Stefano hanno svolto il ruolo di prigione o esilio, come testimoniano le rovine di rovine di Villa Giulia a Punta Eolo, con frammenti di mosaico e pareti dipinte. Quando si approccia l’abitato principale di Ventotene, di fronte alla prua appaiono le case in tinte sorbetto che si arrampicano su per la roccia e l’emiciclo del Pozzillo.

Splendido il Porto Romano, scavato nel tufo, che però offre riparo solo alle piccole imbarcazioni dei locali o a natanti con poco pescaggio. Nessun problema: se avete bisogno di tutti i servizi, c’è l’accogliente Cala Rossano.

Ventotene ha una costa tormentata, a strapiombo sul mare, e Cala Nave, sorvegliata dallo scoglione della Nave di Fuori, è l’approdo naturale più gettonato per ripararsi dai venti del quadrante nord e nord-ovest.

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Isole Partenopee e Costiera Amalfitana: dove il mito incontra la natura

Il Golfo di Napoli è uno dei city setting più straordinari al mondo, paragonabile solo a quello di Rio de Janeiro o Cape Town, con in più una storia millenaria che ha lasciato straordinarie testimonianze architettoniche e culturali.

Sorvegliato ad est dall’inconfondibile profilo del Vesuvio, è incorniciato a sud dalla Penisola Sorrentina e a nord dai Campi Flegrei, residuo di un antichissimo “super” vulcano. Dall’acqua emergono le isole dell’Arcipelago Campano: Capri, Ischia, Procida, Vivara e Nisida (collegata a Napoli da un istmo).

Doppiata Punta Campanella, si scopre la Costiera Amalfitana, territorio verticale bagnato da un Tirreno di zaffiro e giada, dove si celebra il matrimonio tra la montagna e l’onda, tra le cubiche architetture dalle tinte pastello (che tanto hanno ispirato l’artista grafico Escher) e quel nastro d’asfalto che corre come un arabesco vertiginoso e unisce i paesini-icone: Positano, Amalfi (col suo impareggiabile Duomo medievale), Atrani, Ravello, Cetara, Minori e Vietri, la città delle solari ceramiche.

Conca dei Marini, Costiera Amalfitana

Capri è invece una destinazione turistica top da più di duemila anni ed è stata scelta come buen retiro da imperatori romani e famosi drammaturghi. L’isola è coperta di cipressi, agrumeti, vigneti e giardini esotici, da scoprire lungo sentieri panoramici; la costa è punteggiata da grotte, spiagge nascoste e calette spesso raggiungibili solo dal mare. Nelle ripide scogliere sono incastonate ville lussuose coperte da cascate di glicini e bouganville.

Gli yacht possono ancorare al largo di Marina Piccola o a Marina Grande (il porto principale). Nell’animata piazzetta di Capri ci s’incontra per l’aperitivo serale e a via Capannelle si va a fare shopping nelle boutique delle grandi firme.

Da non perdere la Grotta Azzurra, Villa Damecuta e Villa Jovis (residenza dell’imperatore Tiberio), la Certosa di San Giacomo, il Belvedere di Tragara, affacciato sugli iconoci Faraglioni, e Villa San Michele ad Anacapri.

Diversissima Ischia, conosciuta come “l’isola verde“, punteggiata da pittoreschi porticcioli di pescatori: Sant’Angelo, Forio,Lacco Ameno, Casamicciola e Ischia. L’isola è benedetta dalla più alta concentrazione di sorgenti termali in tutta Europa, già note agli antichi greci e romani per le sorprendenti proprietà terapeutiche.

Bello trascorrere una giornata rilassante ai Giardini Termali Poseidon, un lussureggiante parco subtropicale nella magnifica baia di Citara, con piscine di varie temperature e saune naturali. Splendidi anche i Giardini Termali di Negombo, immersi nel verde della baia di San Montano, una caletta di sabbia fine, fondali bassi e acqua limpida, dove si può ancorare in sicurezza.

Molte altre spiagge orlano le coste ischitane, dove si arenano pinete e vigneti di biancolella, piedirosso e guarnaccia, che disegnano grafismi sulle colline. Il punto più alto di Ischia è il Monte Epomeo, un vulcano spento dalla cui cima si può ammirare il Golfo di Napoli e l’isola di Procida, la più piccola dell’arcipelago.

Favoloso il Castello Aragonese: sorge su un isolotto unito a Ischia da un piccolo istmo che crea due baiette dove è possibile gettare l’ancora e godere di una location fiabesca. Il pittoresco marina di Forio garantisce riparo a barche e yacht fino a 40 metri, mentre il villaggio offre boutique, ristoranti e caffè all’aperto. Bella anche Lacco Ameno, conosciuta per il “fungo” tufaceo che spunta dal mare.

Arabbeggiante, rococò, scorbutica e bellissima, per la leggenda Procida è un fiore caduto proprio dall’Epomeo. Terra di marinai, di matriarcato e di fervore religioso, l’isola ha intrecciato una lunga love story con Hollywood e Cinecittà. Dagli anni Cinquanta ad oggi qui sono stati girati più di trenta film, tra cui il Talento di Mr. Ripley e Il Postino, e tante pubblicità.

Il coloratissimo borgo marinaro di Corricella fu costruito nel Seicento ed è la cartolina di Procida. L’isola è dotata di tre porti: il principale è Marina Grande, a nord, dove attraccano anche traghetti ed aliscafi; di fianco c’è il marina turistico (moderno e dotato di tutti i servizi) e poi a sud c’è la baia di Chiaiolella, piccola ma molto ben protetta dalla maggior parte dei venti. Nelle vicinanze si stiracchia la spiaggia della Chiaiolella, di nera sabbia vulcanica, il litorale più lungo e frequentato.

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Le sette sorelle del mare le Eolie

Narra la leggenda che Eolo vivesse a Lipari, e che riuscisse a prevedere le condizioni del tempo e i venti osservando la conformazione del fumo emesso da un vicino vulcano attivo (probabilmente Stromboli). Un meteorologo ante-litteram.

Eolo conquistò così un’immensa popolarità e la fama di Re dei Venti, dando il suo nome a queste splendide isole, che emergono al largo della costa nord-est della Sicilia e che dal 2000 sono Patrimonio dell’Unesco.

Amate dalle star internazionali che attraccano i loro panfili nelle cristalline acque che circondano questi scogli vulcanici, le sette “sorelle” dell’arcipelago eoliano (Lipari, Salina, Vulcano, Panarea, Stromboli, Alicudi e Filicudi) sono una destinazione perfetta anche per le famiglie e i giovani.

Ognuna stupisce con le sue peculiarità: Lipari (la più grande) con le sue splendide spiagge di pomice, i suoi monumenti e le sorgenti termali; Salina con le sue golosità gastronomiche; Vulcano e Stromboli con la loro natura primordiali; Panarea con l’elettrizzante movida; Alicudi e Filicudi (le più remote) con la loro tranquillità.

Eolie, Sicilia

Il vivace capoluogo di Lipari permette di scoprire i colori, i suoni e i profumi della vera Sicilia.
Il centro storico è dominato dal cinquecentesco castello spagnolo e la città – con la Cattedrale di San Bartolomeo, il Museo Eoliano e il Parco Archeologico – si sviluppa fino al pittoresco porto antico, Marina Corta che pullula di bar, ristorantini e gelaterie dove potete assaggiare le vellutate granite al caffè con panna, alla mandorla o al limone. I due porti turistici dove possiamo attraccare sono Marina Lunga (dove possono ormeggiare solo piccole barche locali) e Porto Pignataro, poco a nord del centro.

A sud della rocciosa Lipari cresce il violaceo fiordaliso delle Eolie e dall’acqua si elevano i Faraglioni (Pietralunga e Pietra Menalda), frequentati dal gabbiano reale del Mediterraneo. L’attracco non è facile, ma vale la pena trascorrere qui almeno una mezza giornata, magari proseguendo verso la piccola baia di Valle Muria, chiusa da due promontori tufacei e la magnifica vista sull’isola di Vulcano.

Lungo il litorale settentrionale trovate invece la baia di Porticello, che vi permette di ancorare di fronte ad una spettacolare cava di pomice ormai dismessa. Su questo tratto di costa ci appare anche la celeberrima Spiaggia Bianca, col fondale candido che dona all’acqua un’intensa nuance turchese.

Puntando la prua a nord-est possiamo raggiungere l’esclusiva Panarea, l’isola più piccola e antica dell’arcipelago, coperta di fichi d’India, lentisco, agavi, ginestre, capperi e olivi secolari, resti dell’antica vocazione agricola. È la destinazione preferita per i vip, che spesso trascorrono le vacanze in ville immerse tra ibiscus e bouganville.

A San Pietro, l’immacolato centro abitato che sorge sul versante centro-occidentale, si può ormeggiare ai due campi boe con servizio taxi-boat. Scendete a terra e bevete un drink in uno dei trendy lounge-bar con terrazza o passeggiate lungo il pittoresco waterfront. La notte, poi, potrete ballare fino all’alba nei night club più cool della Sicilia.

Molto bello dare alla fonda fra la miriade di scogli e isolotti che affiorano aguzzi al largo di San Pietro: Le Guglie, Bottaro, Basiluzzo, Lisca Nera e Lisca Bianca, quest’ultimo luogo ideale per un aperitivo in un salottino chic all’aperto o per tuffarsi nelle acque riscaldate dalle fumarole del vulcano sottomarino.

Se cercate posti meno mondani, a sud-ovest di Panarea scoprirete due rade da sogno: Cala Zimmari, la “spiaggia rossa”, e Cala Junco, anfiteatro delimitato da rocce che creano una fantastica piscina naturale, con acque che assumono colorazioni dal verde smeraldo al turchese, al blu zaffiro.

A vele spiegate facciamo poi rotta per circa dieci miglia verso Stromboli, al margine nord-est dell’arcipelago.
All’orizzonte ci appare un vulcano di quasi mille metri d’altitudine, che emerge verticalmente dalle acque e, a causa della sua continua attività esplosiva, crea una girandola di fumarole, lapilli e magma. Un’esperienza unica al mondo è osservare dal mare, di notte, la Sciara del Fuoco: il fiume di magma incandescente che scorre giù per la vallata.

L’ascesa al cratere è impegnativa: tre ore di cammino con un dislivello di circa novecento metri, ma il panorama dal crinale e il “brivido” dell’eruzione ripagheranno ogni sforzo. E anche se non salite in vetta, navigare il periplo di Stromboli è comunque un’esperienza da non perdere, per osservare l’attività magmatica da tutte le angolazioni.

Sull’isola non ci sono marine, ma solo possibilità di ancoraggio in fondali piuttosto profondi. Il migliore è a largo di Fico Grande, davanti ai paesini di San Vincenzo e San Bartolo. Inoltre potrete dare alla fonda a Ginostra, a sudest dell’isola, per visitare il borghetto di case bianche.

La tranquilla Salina potrebbe essere poi la vostra meta successiva. Si trova al centro dell’arcipelago e ha sorgenti di acqua dolce che hanno permesso lo sviluppo di una lussureggiante vegetazione: agrumeti, giardini fioriti e vitigni di Malvasia, l’ottimo vino passito locale.

Nel cono del Monte Fossa cresce addirittura un bosco di felci, tanto da essere soprannominata “la perla verde delle Eolie”. È anche famosa perché qui furono girate diverse scene dell’ultimo capolavoro di Massimo Troisi, Il Postino.

Il pittoresco paesino di Santa Marina, sulla costa est, offre una darsena turistica ben attrezzata. Navigando intorno all’isola si scoprono altri gioielli, a cominciare dalla baia di Lingua, dove sorgeva l’antica salina che ha dato il nome all’isola, con il villaggio di pescatori e un laghetto di sale circondato da due lembi di spiaggia, con un faro all’estremità.

Rinella offre invece una mezzaluna di sabbia nera con bassi fondali: durante lo snorkeling potrete osservare pure i cosiddetti sconcassi, cioè le fumarole di gas dal fondale. A ovest si può ancorare nelle vicinanze di Pollara, un anfiteatro figlio di un vulcano spento, con scogli e un arco naturale. Il ricovero dei gozzi da pesca è una scala scavata nella roccia, al riparo dai venti e dalle mareggiate, da scoprire navigando vicino alla costa.

Alicudi e Filicudi sono le isole più remote. Mentre la prima richiede una lunga navigazione e gli approdi sono limitati, la seconda è invece imperdibile. In quest’isola minuscola, non toccata dal turismo di massa, il profilo di rocce rosse e brune crea scenari d’incomparabile bellezza. Nei due villaggi (Filicudi Porto e Pecorini) si respira un’atmosfera remota e autentica. Pecorini a Mare è davvero magica: una manciata di case slavate dalla salsedine su una spiaggetta di sabbia nera dove riposano colorati gozzi di pescatori. Nella piazzetta di giorno i bimbi giocano scalzi, mentre la sera si fa l’aperitivo adagiati su grandi cuscini.

Prima di rientrare alla base dei charter, riservatevi il tempo per visitare Vulcano, l’isola più meridionale. A Porto di Levante potrete attraccare a boe o pontili prima di fare una passeggiata nel vivace borghetto, ricco di bar e ristoranti. Da non perdere il bagno nei fanghi terapeutici della sorgente sulfurea vicina alla spiaggia: in un incredibile scenario dantesco, potrete finalmente abbandonarvi a un completo relax.

Fra i luoghi più incantevoli dove attraccare per una giornata di mare ci sono l’isolata Baia del Gelso, a sud (protetta dal Maestrale), oppure la Grotta del Cavallo e la Piscina di Venere (a ovest dell’isola) un luogo idilliaco per una nuotata in acque calme e smeraldine, ben protetti dai venti del quadrante orientale e settentrionale.

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Arcipelago delle Egadi: civiltà della pesca ed estate senza fine

Accarezzate dall’onnipresente Maestrale, le Egadi fanno davvero la felicità dei velisti già esperti.
Comprendono tre isole deliziose – Favignana, Levanto e Marettimo – cui si aggiungono l’isolotto Formica e lo scoglio Maraone.

Affiorano poche miglia a largo di Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia, in un mare dagli incredibili riflessi turchesi, la cui biodiversità è stata salvaguardata grazie all’istituzione – già nel 1991 – della più estesa Area Marina Protetta del Mediterraneo.

Egadi, Sicilia

Qui si trovano la prateria di posidonia oceanica più grande del Mare Nostrum, ed immensi fondali coralligeni. L’arcipelago è l’habitat preferito della foca monaca, della tartaruga marina Caretta Caretta e di alcune rare specie di squali.

Nell’acqua di cristallo nuotano pure la cernia bruna, quella di fondale, la ricciola, l‘ombrina, la corvina, il dentice e il sarago faraone. Su queste isole dalle coste rocciose bucherellate da grotte, gli abitanti hanno eretto case bianche con porte e finestre blu che si affacciano su vicoli e piazzette, creando così delle pittoresche “cartoline viventi” per il viaggiatore alla ricerca di spiagge incontaminate, tradizioni autentiche, pace e relax.

Favignana è l’isola più grande, nonché il capoluogo dell’arcipelago, e deriva l’appellativo odierno dal nome locale del vento proveniente da ovest, il Favonio. Ha la forma di una “farfalla” di tufo con le ali pianeggianti e il Colle Santa Caterina al centro.

Se in estate appare arida, in primavera – una delle stagioni più belle per visitarla, grazie anche al clima mite – la fioritura della gariga (lentisco, carrubo, euphorbia, sommacco) e della vegetazione rupestre la riveste di mille colori e profumi.

Favignana è stata dedita per secoli solo alla pesca: la sua celeberrima tonnara Florio (non più in funzione) è oggi un grande museo del mare. Il centro abitato omonimo ha un porto, dove potrete attraccare in sicurezza alla darsena, ben protetta dai venti.

Peculiarità dell’isola sono i giardini ipogei, diretto prodotto dell’estrazione del tufo: nelle cave dismesse furono piantati aranci, limoni, carrubi e mandorli che hanno dato vita a frutteti rigogliosi. Tra gli approdi più belli c’è Cala Rossa, una spiaggetta immacolata con un mare così turchese da sembrare irreale, abbracciato da una cornice di scogliere.

Il periplo dell’isola consente di ammirare la collana d’insenature e isolotti che compaiono soprattutto sul litorale sud, con calette di sabbia e ciottoli nella zona di Punta Lunga, del Preveto, dei Faraglioni, di Calamoni e Puntazza.

Nelle vicinanze si può ormeggiare al porticciolo di Punta Longa, ben riparato dai venti del quadrante settentrionale. Da Punta Sottile, all’estremità occidentale di Favignana, si godono tramonti strepitosi. Imperdibili sono poi le cavità marine raggiungibili solo in barca, come la Grotta dei Sospiri.

Nella zona archeologica di San Nicola si può invece ammirare il “bagno delle donne” (un ninfeo di epoca romana) ed i resti di un impianto del pescato e di produzione del garum, la saporita salsa di pesce.

Veleggiando per sole tre miglia dal porto di Favignana si raggiunge Levanzo, dalla costa alta e frastagliata.
Il villaggio omonimo è un suggestivo anfiteatro di sparute case bianche che si stringono attorno al porticciolo, circondato da acque limpidissime. L’isola non ha strade carrozzabili se non quella che porta al faraglione.

Levanzo, con soli dodici chilometri di coste e duecento residenti, è la meta ideale per chi vuole staccare la spina. La vita ruota attorno a Cala Dogana, l’unico paesino isolano. In barca potrete scoprire tutte le calette più remote, come quelle lungo la costa sud-orientale: Cala Fredda e la più selvaggia Cala Minnola, circondata da una bella pineta.

Imperdibile la Grotta del Genovese, che risale al paleolitico-neolitico, con i suoi graffiti e le splendide pitture. Per i subacquei più esigenti, Levanzo offre un itinerario archeologico-subacqueo straordinario: tra Cala Minnola e Punta Altarella si trovano infatti i resti di un relitto romano, anfore vinarie e frammenti di vasellame del I secolo a.C.

Marettimo, la più occidentale delle Egadi, è una minuscola comunità di pescatori, e conquisterà subito chi ama i ritmi slow e la totale assenza di mondanità. Le reti stese ad asciugare al sole, le barchette in legno, le vecchine che si fermano a chiacchierare sono istantanee di una vita d’antan, quasi impossibile da trovare in altri luoghi turistici.

È incredibile quanto Marettimo sia geologicamente diversa rispetto alle sue “sorelle”, che si sono distaccate dalla Sicilia con migliaia di anni di differenze. È infatti di origine carsica e sorprende per le alte montagne di roccia candida che spiccano da un mare blu intenso, e per le tante grotte.

Trapani è a sole sette miglia da Favignana, e da qui si dipana un profilo costiero incontaminato. Veleggiando verso nord si raggiunge Bonagia, poi il golfo di Macari e la Baia del Bue Marino.

Al vertice nord-occidentale della “Trinacria” appare San Vito lo Capo, dove potrete ormeggiare in un porto ben attrezzato. Famosissima la spiaggia caraibica di San Vito, una lunga striscia di sabbia dorata, stretta nell’abbraccio tra le case bianche del paesino e il promontorio di Monte Monaco. D’obbligo assaggiare le saporite versioni del cous cous al pesce – la specialità locale – in uno dei tanti ristorantini sul mare.

Facendo rotta a sud-est, ecco la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, un tratto di costa idilliaco, che alterna falesie calcaree a strapiombo con minuscole calette di sabbia candida e mare turchese. La vicina Scopello è una manciata di pittoreschi edifici, tra cui spicca la tonnara del XIII secolo, dominata da due torri d’avvistamento del Cinquecento. Dalle acque di zaffiro emergono i caratteristici faraglioni: tuffarsi da lì è un’esperienza da non perdere per niente al mondo.

Dominata dal Monte Inici, Castellammare del Golfo è uno dei borghi marinari più affascinanti d’Italia. Le sue origini affondano addirittura al V secolo a.C., quando nacque come porto per la vicina Segesta. Dal mare si avvista immediatamente lo splendido castello Arabo-Normanno, originario del X secolo, che torreggia su un piccolo promontorio. In città si possono ammirare il barocco Santuario di Maria Santissima del Soccorso, il seicentesco Palazzo Crociferi e il Piccolo Museo del Mare, mentre la sera potete immergervi nell’effervescente movida della zona del porto.

Doppiati Punta Raisi e Capo Gallo, si giunge davanti alla bianchissima spiaggia del Mondello, il celebre arenile di Palermo, bagnato da un’acqua incredibilmente turchese. Il vivace capoluogo siciliano è ricchissimo di testimonianze artistiche e architettoniche, che miscelano cupole arabe a edifici liberty o chiese barocche, ed è una rinomata destinazione gastronomica.

Situata a sole cinquanta miglia da Trapani, Palermo può essere la destinazione finale di una crociera quanto mai varia e ricca di emozioni nautiche e culturali. Bellissima la Cattedrale del XII secolo, che ospita tombe reali e un portico gotico-catalano, e la Chiesa della Martorana, che custodisce un mosaico dorato bizantino, mentre il neoclassico Teatro Massimo è famoso per le rappresentazioni operistiche.

Sempre in centro si trovano il Palazzo dei Normanni, il palazzo reale più antico d’Europa (IX secolo), e il mercato di Ballarò, crocevia di odori, sapori e tradizioni culinarie, posto ideale per fare un tuffo nel folklore siciliano. La Vucciria, vicino al porto, è sempre stato il polo principale di vendita del pescato, ed oggi è il mercato dello street food palermitano per eccellenza.

Non resta allora che perdervi tra i chioschetti e assaggiare le prelibatezze più tipiche: dai “crocché” alle fritture di pesce, passando per i panini con la milza agli involtini di pesce spade, polpo bollito e verdure in pastella.
Il tutto innaffiato da una bella birra ghiacciata!

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Isole Tremiti e Gargano: calette, grotte e un museo en plein air

Pochi luoghi al mondo concentrano tanta bellezza come il Gargano e le Isole Tremiti.
Insieme costituiscono una straordinaria destinazione per una crociera a vela di una settimana o più. Le Isole Tremiti – a circa dodici miglia nautiche dalla costa garganica – sono l’unico arcipelago italiano dell’Adriatico, se si esclude la Laguna di Venezia.

Rocciose e poco turistiche, sono lambite da turchesi acque cristalline, che fanno infatti parte di un’area marina protetta e ammaliano il viaggiatore più esigente col fascino della loro storia. La leggenda vuole che l’eroe omerico Diomede fece tappa su queste sponde per poi diffondere la cultura greca in gran parte del Mediterraneo. Non a caso gli uccelli marini tipici delle Tremiti si chiamano Diomedee.

Tremiti, Puglia

Il nucleo dell’arcipelago ruota attorno a San Domino – l’isola più grande – e a San Nicola, le sole due abitate, che emergono ad appena duecento metri l’una dall’altra, separate unicamente dall’isolotto argilloso di Cretaccio. Capraia – nome che deriva dalla contrazione di “capperaia”, per la presenza di molte piante autoctone di capperi – dista meno di un miglio.

San Domino è la più lussureggiante: la veste un manto di pini d’Aleppo e in passato venne soprannominata l’Orto del Paradiso dai monaci Benedettini. Circumnavigando l’isola scopriremo tante grotte: del Bue Marino, delle Viole, delle Rondinelle, tutte visibili in barca.

Seppur piccola, San Domino ha un centro storico ricco di localini, bar, ristoranti e negozi ed un delizioso porticciolo turistico. Molto bella la costa verso nord: tra le mete imperdibili segnatevi Cala degli Schiavoni e i Faraglioni dei Pagliai, con minuscole spiaggette accessibili solo via mare.

Doppiato il capo a nord scopriremo ancora una costa frastagliata, dove spicca la Cala degli Inglesi. Tornando verso il porto merita una sosta Cala Matana, con le scogliere a strapiombo, diventata celebre per la residenza di Lucio Dalla, che le dedicò pure una canzone: “Luna Matana”, ispirata ai favolosi pleniluni sulla baia.

Le due isole maggiori quasi si toccano: è quindi uno scherzo raggiungere San Nicola, dove il massiccio costone roccioso è coronato dal monastero di Santa Maria al Mare, edificato dai Benedettini di Montecassino. Anch’essa vietata alle auto (come tutte le altre isole dell’arcipelago) è un museo a cielo aperto, da visitare a piedi perdendosi fra torri, fortificazioni, muraglie, chiese e chiostri. Non mancano, però, baretti e ristoranti per divertirsi dopo le escursioni culturali.

Il periplo dell’isola si conclude con Punta Santa Maria: da qui si può far rotta verso la pianeggiante Capraia, un’isola senza alberi né case, ma ricoperta di fiori e “posseduta” da una sterminata colonia di gabbiani. Pianosa, la quinta isola dell’arcipelago, dista dodici miglia, ma – essendo parte della Riserva Marina Integrale – non ci si può avvicinare a meno di cinquecento metri.

Madre Natura è stata molto generosa con il Gargano che – col suo caratteristico skyline a gradoni – si lancia dalla pianura del Tavoliere pugliese verso gli orizzonti marini dell’Adriatico. Non c’è nulla di meglio che navigare il suo litorale smerlato per scoprire il cosiddetto “Sperone d’Italia”. Un litorale lungo ben duecento chilometri con pareti calcaree a strapiombo, calette di ciottoli immacolati e dune sabbiose, grotte spettacolari e antiche torri d’avvistamento.

Qua e là sorgono pittoreschi borghi marinari dalle casette candide, come Vieste, Peschici e Rodi Garganico, piacevolissimi per fare soste culturali, culinarie e – perché no? – di shopping durante la crociera.

Spettacolari le spiagge del Gargano, da molti soprannominato la Montagna del Sole. A cominciare dalla imperdibile Baia delle Zagare, così battezzata per i profumati fiori dei limoni, con i suoi faraglioni che emergono dall’acqua turchese e la sua sabbia immacolata. Particolarissima anche la Baia di San Felice, con l’architello roccioso e la torre antisaracena.

Un imponente monolite calcareo domina invece, come un gigante candido, la Spiaggia di Pizzomunno, mentre la Spiaggia di Vignanotica conquista i naviganti per il suo allure selvaggio e le sue falesie a picco, dove si aprono cavità misteriose.

Tra Baia dei Campi e la Baia di Portogreco si nasconde un vero gioiello: la Grotta Sfondata, raggiungibile solo in barca. Attraverso una fessura nella bianca parete a strapiombo si penetra fino a un’idilliaca spiaggetta interna: il tetto della grotta è crollato a causa dell’erosione, e la luce del sole colpisce l’acqua creando meravigliose sfumature smeraldine.

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Salento: barocco leccese e spiagge “maldiviane” nel Tacco d’Italia

I Greci battezzarono Gallipoli Kalè Polis, ovvero la “Città Bella”.
Fondata, secondo la leggenda, da Idomeneo dell’antica Creta, Gallipoli sorge su un’isola del Mar Ionio, collegata alla terraferma da un ponte seicentesco, ed è quasi completamente circondata da mura difensive, costruite principalmente nel Trecento.

La città vecchia, ricca di palazzi patrizi e di chiese barocche, è una perla che ancora vive coi ritmi di una volta: i pescatori cuciono le reti sul molo, vanno a pesca coi gozzi e portano a riva il pesce fresco che assaggerete poi nei localini vista mare. Da vedere, tra l’altro, il Castello Angioino (XIII secolo) e la Cattedrale di Sant’Agata, che svetta nel punto più alto dell’isola, emanando grandiosità seicentesca.

Dalla Kalè Polis partiamo per una crociera lungo le coste del Salento, dal Mar Ionio all’Adriatico, doppiando anche l’estremità meridionale del “Tacco d’Italia”: Santa Maria di Leuca. Oggi molto di moda tra i più navigati viaggiatori internazionali, il Salento è un blocco di calcare all’estremo sud della Puglia. Territorio di uliveti, baie da sogno, dimore nobiliari e città dotate di anfiteatri e castelli, retaggio delle colonizzazioni di Greci, Bizantini, Romani, Normanni e Spagnoli.

Salento, Puglia

La crociera vi permetterà di tuffarvi in un mare maldiviano, e di “rosolare” al sole su spiagge candide. Ma anche di visitare i gioielli del barocco leccese e avvistare torri antisaracene. Toccherete così Torre Mozza, Santa Maria di Leuca, Tricase Porto, Castro Marina, Porto Badisco, Otranto, Torre dell’Orso, San Cataldo.

Chi ha tempo potrà fare escursioni nell’entroterra per scoprire vere perle architettoniche: Lecce – definita anche la Firenze del Sud – Copertino, Galatina e Nardò.

Prima di fare rotta a sud, da Gallipoli potrete fare una veloce puntata a nord-ovest. Quindi oltrepassare i quattro porti turistici della città nuova, veleggiare davanti alle casette pastello di Santa Maria al Bagno e approdare infine a Porto Cesareo, all’interno di un’area marina protetta, con una darsena moderna e attrezzata.

Molto bella la penisola della Strea, una stretta lingua di terra coperta di macchia bassa e gariga, che forma una suggestiva laguna fronteggiata dall’Isola dei Conigli.

Se da Gallipoli proseguite invece verso Santa Maria di Leuca, e passate oltre Torre Suda, è l’ottimo approdo di Torre San Giovanni, il porticciolo-bomboniera di Torre Mozza e le spiagge caraibiche di Ugento e Pescoluse, soprannominate le “Maldive del Salento”.

Santa Maria di Leuca è una città finis terrae, ovvero flagellata dal vento. Un punto in cui il Mar Ionio e il Mar Adriatico si sposano generando spesso onde californiane su cui si esibiscono i surfisti locali.

Famosa per il Santuario Santa Maria de Finibus Terrae, la città è impreziosita da ville aristocratiche e ai diportisti offre un porto moderno e sicuro, protetto da una solida massicciata. Sulla costa rocciosa spuntano le bagnarole della Belle Epoque: “camerini” in muratura che nascondevano una vasca collegata al mare per fare il bagno lontano da occhi indiscreti.

Risalendo l’Adriatico, l’alta costa frastagliata appare butterata da grotte e sorvegliata da torri, e gli appezzamenti agricoli sono un patchwork di terrazzamenti e muri a secco. Il mare, sempre cristallino, è pluripremiato da bandiere blu. Nei giorni limpidi, veleggiando nel Canale d’Otranto, si possono vedere le montagne albanesi e le isole greche. Fermatevi per un tuffo nell’acqua smeraldina di Tricase Porto, un porticciolo delizioso con bei localini.

Più a nord trovate poi Castro Marina, dominata dal borgo di Castro Superiore, le cui origini risalgono ai Cretesi e ai Greci. Il castello cinquecentesco torreggia su una costa rocciosa, priva di spiagge, dove spicca la famosa Grotta Zinzulusa. Poche miglia e si arriva a Santa Cesarea Terme, città “verticale” che si sviluppa su tre livelli. Nota per le acque termali salsoiodiche-sulfuree, ospita architetture orientaleggianti e liberty e uno splendido porticciolo cesellato nella falesia tufacea.

Dopo il fiordo di Porto Badisco, si apre Otranto bagnata da acque azzurrissime e circondata da spiagge caraibiche. Offre anche un marina attrezzato dove attraccare. Ponte fra Occidente ed Oriente, è conosciuta anche come la “città dei Martiri”, perché fu ripetutamente teatro di invasioni sanguinarie che miravano all’occupazione di questo antico hub commerciale.

L’accesso al borgo antico della città fortificata è la Porta Alfonsina. Tra le strade strette scopriamo la chiesa bizantina di S. Pietro, la passeggiata sui bastioni, la Cattedrale dell’XI secolo, che conserva i resti del massacro degli ottocento fedeli durante l’invasione dei turchi nel 1480. Qui è anche possibile ammirare il magnifico pavimento a mosaico che raffigura l’Albero della Vita, una vera enciclopedia del cristianesimo.

Più a nord, dopo le pinete dei Laghi Alimini, ecco le marine di Melendugno: Sant’Andrea, con i faraglioni di calcare che affiorano dall’acqua di giada e gli ombrosi pini, poi Torre dell’Orso, con la grotta di San Cristoforo e gli scogli “Due Sorelle”, e infine San Foca, con un porto turistico attrezzatissimo, fra i più importanti del litorale tra Brindisi e Otranto. La costa è caratterizzata da insenature sabbiose e grandi rocce che emergono dalle onde, tra cui il famoso Scoglio dell’Otto. Piacevolissimo fermarsi a mangiare i ricci e i frutti di mare nelle baite di legno a pelo d’acqua.

Chi volesse invece optare per il noleggio della barca a Taranto, potrà esplorare le bellezze della città dei due mari, che si estende fra il Mar Grande e il Mar Piccolo. Nel Mar Grande, attorno alle Isole Cheradi, abita persino una colonia di delfini.

Taranto era l’unico insediamento di Sparta nella Magna Grecia. Vanta quindi una storia millenaria e una solida vocazione marinara, come testimonia l’Arsenale Marittimo della Marina Italiana. Da qui si può navigare verso sud-est, fino all’Area Protetta di Porto Cesareo, oppure seguire l’ampia curva del Golfo di Taranto lungo la bassa costa sabbiosa per raggiungere Marina di Policoro, una località balneare costruita lungo tre chilometri di spiaggia incontaminata.

Alle spalle del borgo c’è la fertile Piana di Metaponto. La splendida Matera, patrimonio Unesco, dista meno di un’ora in auto. Il porto turistico di Marina di Policoro dispone di ormeggi per barche fino a 40 metri, yacht club, cantiere nautico, bar, ristoranti e boutique. Per la sua particolare conformazione, è capace di garantire minima agitazione ondosa nel bacino di ormeggio.

Il Mar Ionio è ricco di vita, e i delfini e le tartarughe marine nuotano indisturbati nella baia. La Spiaggia del Bosco Pantano di Policoro è stata dichiarata «sito di importanza comunitaria» per il suo valore naturalistico, scientifico e paesaggistico: il mare è talmente pulito che persino le tartarughe Caretta Caretta lo scelgono per riprodursi.

Perfetto per le famiglie, Policoro offre anche una rinomata accademia velica che incoraggia i bambini più piccoli a partecipare alle attività marine.

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Adriatico Settentrionale: dal fascino della Serenissima alle incontaminate coste croate

Approdare a Venezia in barca a vela è un incantesimo fatato
Immaginate di lasciare l’affascinante Chioggia – cittadina di calli, canali, ponti e case pastello, situata all‘estremità meridionale della Laguna Veneta – e fare rotta verso nord. Solcando il mare al tramonto, la prua che fende l’acqua dove tremolano i raggi dorati del sole.

Attraversato il braccio di mare tra l’estremità settentrionale dell’isola del Lido e Punta Sabbioni, vi appare la Serenissima in tutto il suo splendore. Ormeggiate al marina dell’isola di San Giorgio – con vista favolosa su San Marco – e, mentre il crepuscolo tinge di blu il mondo, stappate una bella bottiglia di prosecco per festeggiare l’arrivo in questa città unica, patrimonio dell’Umanità.

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Venezia, Nord Adriatico

Vivere Venezia in barca vi regalerà questo e tanti altri privilegi, come godervi le isole senza folla, dopo che i vaporetti hanno portato via tutti i turisti: dalla rurale Pellestrina alla mondana Lido; da Burano – piccolo borgo marinaro con pittoresche case variopinte – a Murano, capitale mondiale del vetro soffiato; dall’isola degli Armeni – minuscola terra emersa occupata dal complesso del monastero – a Torcello, dove sorgono la Basilica di Santa Maria, i resti del Battistero e la chiesa di Santa Fosca.

L’Adriatico Settentrionale riserva molte mete entusiasmanti, e le scoprirete intrufolando la prua fra mare e lagune, lungo canali navigabili e spiagge interminabili, esplorando chiese romaniche e paesini sperduti. Veleggiando verso nord, troverete i lunghi lidi sabbiosi di Jesolo, Bibione, Lignano Sabbiadoro, e poi la Laguna di Marano, con la sua perla: Grado.

La cosiddetta Isola del Sole mantiene viva la tradizione di antico borgo di pescatori, con un centro storico disegnato come un labirinto di viuzze e piazzette, e un porto “a Y” che funge da salotto cittadino.

La circondano spiagge sabbiose, e la laguna solcata da vari tipi di batela, le tipiche imbarcazioni a fondo piatto, originariamente a vela o a remi, e oggi anche a motore. Le isolette conservano i casoni, tradizionali abitazioni con il tetto di canne, dove vivevano i pescatori.

Proseguendo verso est, avvisterete Trieste – perla mitteleuropea e ponte verso l’Oriente – che appare fiera e bellissima ai naviganti, coi suoi aristocratici palazzi asburgici e gli alberi delle barche che affollano i porticcioli cittadini, ovvero le “Rive”: il frequentatissimo waterfront compreso tra i moli del Porto Nuovo e quello della Lanterna e la sterminata Piazza dell’Unità.

Sarete sorpresi di vedere tantissimi abitanti stesi a prendere il sole sui “Topolini” (le terrazze-solarium) o in uno degli eleganti lidi urbani. La città ha infatti un amore viscerale per il mare e una solida vocazione marinara ultracentenaria: lo testimoniano i tanti porti, i grandi velisti italiani che hanno fatto storia e la straordinaria Barcolana, la più grande regata competitiva del mondo, aperta ad ogni imbarcazione, che si svolge ogni seconda domenica di ottobre.

Nello scenografico Golfo di Trieste potrete veleggiare sotto i castelli di Duino e Miramare, esplorare la biodiversità marina immergendovi nell’area protetta di Miramareo sotto le Falesie di Duino, e farvi una nuotata in una delle baiette defilate che scoprirete lungo la rocciosa Costiera triestina – raggiungibili solo a piedi o in barca – come il selvaggio Porticciolo di Santa Croce o la spiaggia dei Filtri.

Se dopo Trieste avete voglia di allungare la crociera, la Croazia offre uno sterminato ventaglio di possibilità: dalle coste dell’Istria – punteggiate da begli arenili e borghi-gioiello come Rovinj – alle scenografiche isole del Golfo del Quarnaro, come Cres e Losinj, che vantano spiagge favolose e variopinti villaggi d’epoca veneziana.

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